Dal 9 marzo 2020 è diventato familiare per tutti il termine inglese “lockdown”, una semplice parola che indica tutte quelle misure di chiusura, confinamento e isolamento cui si è stati costretti per far fronte alla pandemia COVID-19, esplicitate negli altrettanto noti DPCM (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri).
In ottemperanza a questi, tutti i cittadini sono dovuti rimanere chiusi nelle proprie abitazioni, con il divieto di uscire se non per dimostrate necessità.
È nata quindi l’autodichiarazione da compilare e portare con sé per giustificare gli spostamenti; questa, attraverso diverse successive versioni, è stata resa via via sempre più precisa e particolareggiata.
Qualche rivista ha pubblicato il modulo di autodichiarazione, per andare incontro a coloro che fossero impossibilitati a stamparlo.
Questi provvedimenti hanno reso deserte le vie della città e, giocoforza, hanno fatto ritornare ad una dimensione di vita casalinga, inusuale per i tempi attuali, che ha portato a dedicarsi con maggiore partecipazione anche alle proprie passioni, dalla lettura, alla musica, all’arte.
In questa sezione compaiono anche, gentilmente concesse dall’autrice, le immagini di alcune opere realizzate dalla pittrice Narcisa Monni, che, rimanendo forzatamente confinata in casa, ha sentito l’esigenza di tradurre nella sua arte le emozioni e i sentimenti vissuti in quel periodo.
È stata anche una “occasione” per tanti ragazzi di dedicarsi, spesso per la prima volta, allo studio di uno strumento musicale.
Ed anche una situazione che ha visto un incremento esponenziale dell’utilizzo delle risorse informatiche e dei social media.